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La Citta delle Palme: tra
storia e leggenda
Nel
IV sec., approdò sul capo di S. Ampelio,a levante
dell'attuale città, l'anacoreta
Ampelio proveniente
dall'Egitto portando con sé quei
datteri che, una
volta seminati, avrebbero
caratterizzato il futuro
sviluppo naturale del luogo: i
palmeti.
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Oggi, nel
luogo dove
sbarcò
Ampelio, ora
Santo
Protettore della
Città,
sorge una
chiesetta
divenuta nel
tempo il
simbolo di
Bordighera.
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Sul capo di S. Ampelio ci fu, nel
medioevo, un priorato
Benedettino il cui castello fu
distrutto nel XIII sec. dai
Genovesi.
Le vicende storiche della città
sono incerte fino al
XV sec. e si perdono tra lotte
con i pirati saraceni.
Il primo nucleo di Bordighera si
sviluppò nel 1470/71,
dove ora sorge la parte più
antica della città, fondato
da un gruppo di famiglie
provenienti da Borghetto.
Il 1682 segnò l'indipendenza dal
Comune di Ventimiglia,
del quale faceva parte con
Camporosso, Vallebona,
Vallecrosia, Soldano, San Biagio,
Sasso e Borghetto
nella Repubblica degli
Otto Luoghi.
Porta Sottana
(città alta - 1850) .
Dal XV sec., l'economia del
borgo si sviluppò con la pesca e la
coltivazione delle palme.
Il turismo, a Bordighera, fiorì nella seconda metà
dell'800, quando furono edificati i primi grand hotels
e le ville delle famiglie inglesi.
Bordighera fu scoperta turisticamente dagli Inglesi per
merito del romanzo "Il Dottor Antonio" pubblicato a Londra e
scritto da Giovanni Ruffini, esule mazziniano.
Dall'800 in poi, Bordighera è stata soggiorno di famiglie
reali (Italiane, Russe, Inglesi, Austriache) e meta dei
maggiori artisti (pittori e scrittori) internazionali.
Il Grand Hotel de Londres ad inizio '900
Oggi Bordighera, e il suo entroterra,
offrono al turista esigente
esercizi alberghieri di prim'ordine, ristoranti, divertimenti all'altezza
della sua storia e del suo glorioso passato.
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